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SOIA
Agosto 9th, 2017 9:55 am


SOIA, IL ROMPICAPO ONCOLOGICO: SORRISO ANGELICO O GHIGNO SATANICO?!?

Penso che per nessun altro alimento vi siano cosi' tante teorie contrastanti, a volte addir
ittura opposte, riguardo agli eventuali benefici terapeutici, come ne esistono per la soia.
Se uno studio analizza le azioni anti-cancro del legume, un'altro, lo smentisce poco dopo, giungendo addirittura ad affermare il contrario.
Cerchero' di far chiarezza e fornire a tutti i giusti spunti di riflessione.
Partiamo dagli studi che dimostrano l'azione 
#antitumorale della #soia che poi confronteremo con quelli che invece sostengono sia dannosa per il ns organismo.
STUDIO EFFETTUATO PRESSO L'UNIVERSITA' DELL'ARKANSAS DI FAYETTEVILLE (USA).ANNO 2013.
Questo studio e' stato pubblicato sulla rivista Food Research International, e dimostra come le proteine derivate dai processi di estrazione dell'olio dai semi, inibiscono del 73% la crescita delle cellule cancerogene del colon, del 70% quello delle cellule del cancro al fegato, e del 68% quello delle cellule del cancro al polmone.
Lo studio appena citato analizzava le azioni dei derivati, azione spesso differente da quella esplicata dalle sostanze isolate, e differente ancora da quella dell'alimento assunto allo stato naturale. 
Ci sono studi che indicano nei principi attivi purificati l'azione terapeutica, mentre altri, contrastando con questi ultimi, rivelano come l'effetto farmacologico e terapeutico sia da ascrivere all'insieme delle sostanze assunte consumando l'alimento che le contiene allo stato naturale.
Secondo uno studio statunitense l'uso di 
#isoflavonoidi purificati indurrebbe un aumento dei tumori mammari che non avverrebbe somministrando il legume come alimento.
Quanto appena citato e' prontamente smentito da un altro studio statunitense riportato sul Journal of Thoracic e Oncology, che riporta l'incredibile azione degli isoflavonoidi della soia , definita positiva nell'aumentare l'azione della radioterapia e al contempo nel diminuirne gli effetti indesiderati. aumentano l'effetto ossidativo della radio sulle cellule neoplastiche inibendone i meccanismi di difesa, mentre proteggono le cellule sane. nello studio sono state utilizzate la genisteina, la daidzeina, e la gliciteina isolate dalla farina di soia.
Non e' finita! un altro studio dimostrerebbe invece che nelle donne, tra i 38 e i 58 anni, dedite al consumo di soia, vi sarebbe un innalzamento dei markers relativi al cancro mammario, oltre che degli estrogeni.
Affrontare l'argomento estrogeni ci permette di capire perche' la soia sia tanto discussa in ambito oncologico e in quello delle disfunzioni metaboliche ed endocrine.
Gli isoflavoni della soia vengono definiti fitoestrogeni ovvero sostanze ad azione diretta sugli estrogeni, che in parte mimano nelle azioni e in parte possono addirittura bloccare.
La precitata 
#genisteina, considerata oncopreventiva, avendone una struttura simile, e' capace di legarsi al recettore degli estrogeni, ma essendo meno efficace dell'ormone naturale provoca in alcuni casi una risposta inferiore. d'altra parte avendo una struttura chimica simile all'ormone, si sostituisce parzialmente ad esso, diminuendo il legame di quest'ultimo col recettore, quindi, riducendo i suoi effetti biologici.
Esplica un'azione simile al farmaco 
#tamoxifene, che possiede un'attivita' per il recettore degli estrogeni pari proprio a quello della genisteina. inoltre, interferisce positivamente nella crescita cellulare incontrollata attraverso il blocco di catene enzimatiche utilizzate dalle cellule cancerose per crescere.
Questa e' l'azione delle genisteina isolata dall'alimento, e che e' addirittura assai tossica e per alcuni altri cancerogena, ma non e' l'unica sostanza ad azione estrogenica contenuta nella soia. viene quindi da chiedersi se il consumo di alimenti contenenti soia possa esser o meno indicato in caso di prevenzione e cura del cancro e soprattutto di alcuni tipi. il cancro mammario e quello prostatico sono considerati a base ormonale, piu' e' alto il livello degli estrogeni e piu' cresce il tessuto canceroso, viceversa nell'uomo, in molti casi di cancro alla prostata piu' sono elevati i livelli di androgeni, piu' cresce il cancro.
Affermare che pero' gli estrogeni siano cancerogeni non e' esatto. gli estrogeni si comportano nei confronti del tumore in modi diversi rispetto l'eta' (pre o post-menopausa). in realta' si e' visto come le piu' alte incidenze di cancro al seno si verifichino proprio quando nella donna la loro produzione e' gia' deficitaria causa la menopausa, che ne blocca la produzione da parte delle ovaie e che continuera' grazie alle surrenali e al grasso di deposito, ricco dell'enzima aromatasi che ne contribuisce alla produzione.
Cio' che rende pericolosi gli estrogeni e' la loro metabolizzazione e non la loro semplice produzione. possono esser convertiti in metaboliti cancerogeni o protettivi (2-OH estrone) in base all'equilibrio enzimatico che varia da soggetto a soggetto e in base all'eta'. pare che sia direttamente correlato anche il progesterone nell'equilibrio di questa funzione enzimatica, non a caso, c'e' chi considera scorretto apportare estrogeni o fitoestrogeni senza abbinarvi il progesterone.
Una delle funzioni di questo fondamentale ormone (che diminuisce con l'eta'), inserito nel TOS (trattamento ormonale sostitituvo oncologico e post menopausa) e' proprio quella di proteggere le cellule mammarie dalla stimolazione degli estrogeni, quindi proteggendole dal rischio tumorale.
L' azione ambivalente, a livello estrogenico, esercitata dal consumo di soia e' anche il primo dei tanti motivi che hanno portato molti esperti nutrizionisti, oncologi, diabetologi e dietologi a prenderne le distanze.
1- la soia altera la funzione endocrina causando infertilita' e impotenza nell'uomo, alterazione del ciclo mestruale fino al blocco totale, conseguente anche solo l'abitudine di bere due bicchieri di latte di soia al giorno. i bambini allattati a latte di soia, hanno un tasso ematico di estrogeni dalle 13000 alle 20000 volte superiore di quello dei bambini allattati a latte umano o vaccino. cio' causa ritardi nella crescita fisica nonche' sessuale nel maschio, mentre accellera la maturita' sessuale in eta' precoce nelle femmine. i bimbi allattati a latte di soia manifestano gli stessi effetti dati dalla somministrazione di 4-5 pillole anticoncezionali!!
2- oltre il 99% della soia e' geneticamente modificato e contiene molti pesticidi.
3- la soia e derivati contengono acido fitico che inibisce l'assorbimento di minerali quali ferro, zinco, magnesio, calcio.
4- la soia contiene acido glutammico libero, potente neurotossina che si forma nei processi di lavorazione, ma contiene anche
5- tracce notevoli di alluminio, responsabile dell'insorgenza del morbo di alzheimer
6- le proteine della soia sono sottoposte ad alte temperature diventando pericolose per la digestione umana.
7- la soia contiene nitrati assai cancerogeni che si formano durante il processo di essiccazione.
8- il consumo di soia abbassa i livelli della preziosa antitumorale vitaminaD e della B12!
9- la soia puo' rallentare fino a bloccare la funzione tiroidea.
10- la soia inibisce la tripsina digestiva da parte degli inibitori della proteasi (di per se' ritenuto fattore protettivo contro il cancro) che sembra specifica sugli oncogeni quiescienti, impedendo l'inizio della patologia neoplastica, MA, al contempo, la sua azione inibente la tripsina altera l'assorbimento degli aminoacidi durante il metabolismo proteico, causando emicranie, fibromialgia e alterazioni della funzione del pancreas!
A ognuno le debite conclusioni.
Fabio Poli Personal trainer

VITAMINA E
Aprile 23rd, 2017 10:26 am

LA VITAMINA ANTIOSSIDANTE-ANTIAGE (ED ANTITUMORALE) PIU'IMPORTANTE!
La vitamina E,e'la vitamina dal piu'alto potere #antiossidante,basti pensare che 90/100 mg per kilo peso corporeo,azzerano in pratica tutti i radicali del corpo senza causare alcuna tossicita'da sovradosaggio (mai documentata nella letteratura medico-scientifica).
In natura esistono quattro varieta'di vitamina E:alfa,beta,gamma e delta.
La vitamina E e'la vitamina della fecondita',non a caso,la sua grave carenza si manifesta soprattutto a carico della funzione riproduttiva,con sterilita'sia nel maschio che della femmina.
Esplica azione antidegenerativa a livello del tessuto nervoso sia centrale che periferico,muscolare e vascolare.pertanto le azioni della vitE si estendono a tutte le funzioni vitali.
In natura esistono molti antiossidanti,ma in certi casi l'azione della vitE e'insostituibile.
La 
#vitaminaE,raddoppia l'attivita biologica e fisiologica di vitamina-A,acido retinoico,carotenoidi e acidi grassi insaturi vitali.
Risale al 1985 uno studio clinico di Ernster,affidabile perche'randomizzato e in doppio cieco,sull'effetto preventivo della vit.E sulle lesioni pretumorali della mammella,pubblicato su Surgery.
Nel 1990,sempre su Surgery,Mayer pubblico'un altro studio sull'effetto preventivo dei tumori della mammella.
Ancora nel 1990,su Comptes Rendus de l'Academie des Sciences (serie III,Sciences de la vie),Barthet,pubblicava sull'effetto sinergico di vitamina A e E nei tumori dell'apparato digerente.
Rilevante e'lo studio clinico di Heinonen sull'uso sinergico di betacarotene e vit.E,perche'condotto su un vastissimo numero di pazienti,esattamente 29133 per un numero oscillante tra 5 e 8 anni,con una riduzione del 40% dei tumori evidenti in pazienti che assumevano la vit.E.
Nel 1998,l'International Journal of Cancer,pubblico'l'ampio studio epidemiologico condotto da Launoy sulla popolazione francese,relativo all'incidenza del carcinoma squamoso dell'esofago,che risultava notevolmente ridotto dall'uso di 
#vitaminaD e vitaminaE.
Barton ha studiato la sopravvivenza con l'impiego di vit.E nei tumori prostatici.
Un'ulteriore conferma nella sua chiara evidenza deriva dalla pubblicazione di Sigounas dal significativo titolo "la vitE induce l'apoptosi nelle cellule cancerose dell'eritroleucemia,del cancro della prostata e della mammella."
A livello molecolare viene perfettamente confermato quanto sostenuto da Turley:l'induzione di reazioni che portano progressivamente all'attivazione della caspasi e alla frammentazione del DNA con successiva apoptosi.
Gli studi di Livrea,hanno dimostrato che la vitE elimina tutti i radicali liberi indotti da 2-amidinopropano-idrocloride,ne consegue l'effetto preventivo antiblastico della vit.E per eliminazione del danno perossidativo da carcinogeni chimici e radiazioni ionizzanti sulle membrane cellulari.tale dato viene evidenziato nella monografia di Pianezza:Cancro oltre la chemioterapia.

Fabio Poli Personal trainer